SLOW-PHOTOGRAPHY LAB

FOTOGRAFIA ANALOGICA per BAMBINI E RAGAZZI

Laboratorio creato e condotto da TAMARA VIGNATI

Introduzione

La fotografia è il mezzo di comunicazione più usato nel nuovo secolo, il linguaggio universale che varca le soglie linguistiche e che ci permette di vedere il mondo e ciò che fanno le persone.

È risaputo che tra i social media preferiti dai giovani ci sia Instagram, applicazione basata sulla fotografia e “consumata” tramite gli smartphone. La praticità e la qualità delle fotocamere dei telefoni e Ipad di ultima generazione danno l’opportunità a chiunque, adulti e bambini, di scattare delle fotografie di buona se non di ottima qualità. Mai come prima d’ora i bambini e i ragazzi scattano fotografie e sono fotografati e filmati fin dalla nascita. Si scattano tante immagini ma pochissime sono quelle che finiscono su carta, sarebbe impossibile stampare tutte le immagini digitali che si scattano velocemente quasi senza pensare, senza inquadrare. Il telefono sostituisce l’apparecchio fotografico e confonde l’origine del medium nato meno di due secoli fa.

Nell’epoca dell’egemonia digitale e del culto del selfie , il recupero degli aspetti legati alla materialità della tecnica fotografica analogica, della composizione, della sperimentazione con la chimica della camera oscura e la carta sensibile è ancora possibile, divertente, creativo e appassionante.

Nella fotografia analogica, sicuramente a causa dei costi dei materiali e a volte della lentezza dell’esecuzione dello scatto, si fanno molte meno fotografie. Bisogna pensarci di più, fare più attenzione, cercare di sprecare il meno possibile, considerare il tempo e la luce come degli alleati, imparare ad accettare i fallimenti, perché è solo tramite gli errori che a volte si scoprono degli effetti inaspettati. La scienza deve molte delle sue scoperte ad errori, a sbagli che hanno condotto gli scienziati a nuovi modi di vedere e pensare.

Il laboratorio

Questo laboratorio si chiama Slow-Photography Lab (laboratorio di fotografia lenta) per contrastare la velocità della pratica della fotografia digitale, per prendere tempo per pensare e provare, per avere tempo di sbagliarsi e correggersi. L’obiettivo del laboratorio è quello di scoprire come è nata e funziona la fotografia analogica, quali sono i principi basi della visione e quello di far acquisire maggiore manualità e nuove tecniche espressive ai partecipanti.

Il laboratorio, suddiviso in moduli, utilizza un metodo di sperimentazione con i bambini e i ragazzi, dove viene mostrato e spiegato il procedimento e i partecipanti sono seguiti per poter creare liberamente le immagini che preferiscono.

Vengono usate tecniche off-camera e fotocamere realizzate dagli stessi partecipanti con scatole di cartone.

Per il laboratorio è necessario avere a disposizione uno spazio, facilmente oscurabile, da adibire a camera oscura dove i partecipanti possano accedere e sperimentare.

Di seguito diamo una breve descrizione dei moduli sottolineando la possibilità che gli stessi hanno di essere modificati “su misura” sia per contenuto che per durata.

Il laboratorio è adatto per i bambini dai 5 anni in poi; il pubblico partecipante viene suddiviso per fascie d’età.

Ogni lezione del laboratorio può avere un massimo di 8-10 partecipanti a seconda della loro età.

La durata minima consigliata dell’attività è di 1 ora e mezza, più mezz’ora tra la preparazione iniziale e la pulizia finale dei materiali usati.

Tutte le lezioni sono tenute da Tamara Vignati artista e fotografa. Per ulteriori informazioni e per i costi clicca qui.

MODULI DEL SLOW-PHOTOGRAPHY LAB

Modulo CIANOTIPIA

La cianotipia è uno dei processi di stampa fotografica alternativa senza argento. E’ molto conosciuta per la sua semplicità e per essere una tecnica chimicamente quasi sicura.

La cianotipia è un processo di stampa a contatto sensibile alla luce ultravioletta, che richiede un negativo della stessa dimensione della stampa finale. L’esposizione della carta avviene all’esterno con la luce solare. Si possono anche usare oggetti trasparenti, traslucidi o opachi per realizzare fotografie.

È necessaria una stanza senza luce solare, o facilmente oscurabile.

Durata: minimo 3 lezioni da 1h30′.

Materiali: carta, chimici, pennelli, pennarelli, cornici.

Modulo INTRODUZIONE ALLA CAMERA OSCURA, RAYOGRAMMI E OSSIDAZIONI

Per scoprire che cos’è una camera oscura, cosa sono i chimici fotografici e il giusto modo di usarla. Un percorso alla scoperta della carta sensibile, delle sperimentazioni con oggetti e tessuti, per disegnare con i liquidi della camera oscura e con la luce. Si ripercorrono così i primi passi della storia della fotografia.

È necessaria una stanza da adibire a camera oscura.

Durata: minimo 4 lezioni da 1h30′

Materiali: sviluppo e fissaggio, bacinelle, pinze, cilindri graduati, guanti, carta fotografica 13×18, pennelli.

Modulo COSTRUZIONE E USO DI UNA MACCHINA FOTOGRAFICA STENOPEICA

(solo per chi ha seguito il modulo «Introduzione alla camera oscura»)

Attraverso un semplice esperimento si scopre come funziona l’occhio e la visione. Con una comune scatola di scarpe ogni partecipante costruisce una macchina fotografica. Si scopre il negativo e come realizzare un positivo su carta fotografica. Si lavora in coppia.

È necessaria una stanza da adibire a camera oscura.

Durata: minimo 4 lezioni da 1h30′

Materiali: scatolone, scatole, nastro adesivo, colori acrilici, elastico, pennelli, il necessario per la camera oscura ( liquidi, bacinelle, cilindri ecc.), carta fotografica 13×18.